Concerto La India al Festival Latinoamericando di Milano

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Reportage a cura del nostro inviato
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Alessandro Febbo
Mercoledi 11 luglio 2007.

 

Una fresca giornata milanese di luglio non può che essere il preludio ad una visita d'obbligo al Festival LatinoAmericando che si tiene ormai da 17 edizioni a Milano e più precisamente al Forum di MilanoFiori ad Assago.

L'occasione è di quelle ghiotte: il ritorno in Italia dopo lunga assenza di Linda Viera Caballero, pseudonimo della più conosciuta La India: la più famosa cantante di salsa vivente … la princesa de la salsa!

Il Festival LatinoAmericando di Milano, nato negli anni ‘90 come piccolo festival di musica, folklore e tradizioni caraibiche, ha assunto sempre maggiore importanza nel panorama degli eventi musicali italiani fino diventare l'appuntamento con l'America Latina non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa.

Dopo l'accredito stampa come inviato del portale SalsaMarcheStyle.com, eccomi catapultato in un immenso ambiente multicolore e multietnico con tanto di strade e cartelli stradali che indicano i vari percorsi all'interno del villaggio latino.

Per chi ha frequentato il Festival di Civitanova, la similitudine è evidente, la differenza è smisurata: a Civitanova c’è una miniatura di quello che è invece questo villaggio latino che occupa tutto il parcheggio del Forum di Assago: si incontrano decine di ristoranti, dall'argentino al cubano, brasiliano, peruviano, messicano ecc. passando per bar, paninoteche, frullerie ed ogni possibile idea di ristoro.

Persi tra i vari ristoranti si trovano agenzie di viaggi con particolari sconti per pacchetti acquistati in loco, market di prodotti sudamericani introvabili in Italia (ho provato la Fanta all'uva... una bomba di zuccheri!!! Per capirsi il triplo di una coca-cola...), mostre fotografiche, stand di prodotti artigianali sudamericani per il ballo latino (i più famosi negozi specializzati del settore), la mega discoteca-salsodromo, la zona concerti con 2 maxischermi, senza dimenticare lo spazio per la solidarietà e beneficenza.

La caratteristica principale di tutti questi ambienti, soprattutto quelli della ristorazione, è l’accoglienza rivolta ai clienti: tutti hanno personale gentile e carino che ti invita ad assaporare la cucina del loro Paese nel loro ristorante con assaggi di bevande e spettacoli: ogni ristorante ha il suo concerto all’interno o la sua animazione; in particolare il ristorante cubano aveva un gruppo di circa 6-8 elementi che suonava salsa, bachata, son e reggaeton di buona fattura fino all’inizio del concerto serale.

Insomma, ho cenato argentino, ho bevuto brasiliano e per girare e visitare tutto il villaggio ho impiegato una buona mezzora!

Arrivati però all’ora X, il villaggio si riempie piano piano e  molti fan hanno già occupato le prime file davanti al palco. L’attesa è un po’ lunga e sui maxischermi scorrono immagini del festival, dei concerti previsti in cartellone e dalle casse acustiche passa il RadioFestival con interviste in diretta, musica ed informazioni.

Il concerto è previsto per le 21.30 ma la Princesa si fa attendere e poco prima dell’inizio dal maxischermo appare Lei, La India, in collegamento dal backstage, che invita tutti ad avvicinarsi…è ora che cominci lo spettacolo!

Il presentatore sale sul palco ed è in compagnia di Denny Mendez, ex Miss Italia, perfetto connubio del mix di cultura latina e italiana e che da tempo si occupa del mondo della musica latina in Italia.

Dopo poche parole di presentazione entra l’orchestra di circa 10 elementi tra cui spicca Isidro Infante, mitico pianista della Fania All Stars: comincia il concerto ed il pubblico è già in delirio…

Mi giro e non credo ai miei occhi: gente a perdita d’occhio!!! Migliaia di persone!!!

La India, erede del mito della salsa Celia Cruz, è un’artista portoricana cresciuta però già da piccolissima nel Bronx. Eddie Palmieri la sente cantare per caso e la porta a diventare la Princesa de la Salsa (la Reina è sempre Celia…). In venti anni di carriera collabora con i più grandi esponenti della musica latina: Eddie Palmieri, Tito Puente, Celia Cruz, Marc Anthony creando un mix di ritmi rumba, salsa, guaguanco che la portano nel 2000 alla nomination per il Grammy ed a ottenere il premio Billboard come miglior album tropical/salsa per l’album SOLA.

L’ultimo suo lavoro SOY DIFERENTE la vede ospitare i più grandi artisti latini in un album che trascende la salsa e incontra nuovi generi oggi molto popolari come il reggaeton.

Ed è proprio con il brano SOY DIFERENTE che comincia lo spettacolo tra le urla delle fan (la maggior parte donne…) che cantano a memoria ed a squarciagola.

La musica è straordinaria, l’acustica è favolosa, la voce de La India è calda, potente, ammaliatrice e… bellissima! Il pubblico in delirio si muove al ritmo di salsa e dove si trova spazio prova anche a ballare! Anche qualche piccolo problema di regolazione mixer non rappresenta un intoppo: La India sul palco è bravissima a gestirlo cantando le indicazioni da dare ai tecnici e rivelando una padronanza da palcoscenico da vera …Reina…

Il concerto prosegue così tra salsa, ballate, timba e guaguanco, mentre Isidro Infante dirige l’orchestra dettando tempi e lanciando assoli dei vari musicisti. I due coristi supportano La India che gioca col suo pubblico con quel fascino latinoamericano che ammalia latini e italiani: parla con loro, canta con loro e soprattutto regala le sue emozioni come nella dedica che fa del suo brano più famoso in Italia: SEDUCEME, alla sua terra ed al suo caro amico, Tito Puente.

E mentre la musica pian piano comincia, La India si commuove, cerca di trattenere le lacrime con  il suo ventaglio ma non ci riesce e nei pochi istanti prima che cominci a cantare si asciuga quegli occhi lucidi… l’emozione pervade tutto il pubblico e devo dire che è stato difficile resistere a tale passione anche per me che adoro quella canzone…

Il concerto continua e dura quasi due ore con solo una piccola pausa che prelude al bis d’obbligo.

Alla fine, tutti in pista! Ed è un delirio di salsa, bachata e reggaeton che coinvolge non solo il salsodromo ma tutte le strade del villaggio.

Bè, potevo trattenermi dal ballare??? Ovviamente no! E dopo due salse ecco che prendo la via del ritorno… Ragazzi, un consiglio: se potete, andateci! Ne vale veramente la pena e c’è tempo fino a fine agosto con un programma favoloso per tutti i gusti.

Note negative? Solo una ma molto, molto fastidiosa… le ZANZARE! Un vero incubo… Impomatatevi bene bene perché vi attaccheranno in continuazione…

Ora guardate le foto e i filmati: spero rendano meglio delle parole…

Ciao e alla prossima!

Foto

Video


 


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